Denti in salute per il suo benessere.

Niente trapano né otturazioni per il cane? Vero, ma i suoi denti vanno curati e protetti lo stesso, se vogliamo evitare problemi

Tutti, probabilmente, ricordiamo bene cosa ci veniva detto dai nostri genitori prima di andare a dormire: «Ricordati di lavarti i denti»… e crescendo abbiamo trasmesso questa sana abitudine ai nostri figli. Curiosamente, però, pochi tra noi applicano regole di igiene orale al cane. Eppure, i denti del nostro amico sono quantomai importanti per la sua vita. Gli servono per mangiare, certo, ma anche per difendersi, per trasportare oggetti o sollevare delicatamente i cuccioli, per masticare oggetti adatti, attività di grande importanza a livello psicofisico per tutti i cani. A parziale scusante, molti adducono il fatto che raramente i cani hanno problemi ai denti simili ai nostri, in particolare la carie… ma non è proprio così. Scopriamo i problemi dentali dei nostri amici e impariamo a prevenirli.

Placca e tartaro, due nemici da non sottovalutare.

Come accade anche a noi, la formazione di placca prima e di tartaro poi costituisce un pericolo serio anche per i cani. Rimasugli di cibo, batteri e saliva contribuiscono a creare la cosiddetta “placca” su gengive e denti. Con l’andar del tempo, questi strati si sovrappongono, si induriscono e si trasformano nel famigerato “tartaro”, duro e di colore scuro o giallastro. Alcuni cani sono più predisposti di altro al fenomeno, ma quasi tutti, con l’avanzare dell’eta, tendono a presentare formazioni di tartaro più o meno ampie.

A volte, se il problema viene trascurato, l’evoluzione è la paradontosi, malattia che, non curata, causa la caduta dei denti e anche problemi gravi a fegato e reni, esattamente come accade a noi. Dunque, l’igiene orale del cane è un dovere di noi cinofili. Il primo segnale d’allarme? Alito cattivo.

La rimozione del tartaro esige l’anestesia

La “pulizia dei denti” che noi stessi ci facciamo praticare dal dentista è il rimedio da adottare anche per i cani, quando vediamo che i denti iniziano a essere aggrediti dal tartaro. Con una differenza sostanziale, però: per poter lavorare, il veterinario è costretto a sedare il cane che, altrimenti, molto difficilmente può tollerare una manipolazione tanto pesante quanto innaturale della sua bocca, zona particolarmente sensibile alle “invasioni” di mani estranee. Ma l’anestesia comporta sempre dei rischi, in modo particolare se il cane è ormai anziano o soffre di qualche tipo di patologia, come cardiopatie e simili. Se poi il veterinario dovesse trovare denti ormai compromessi, sarà costretto a estrarli, per impedire che la degenerazione e le infezioni batteriche minaccino la vita del nostro amico. Prevenire è senz’altro più saggio, quindi.

Laviamogli i denti, abituandolo fin da cucciolo.

Parafrasando le parole dei nostri genitori richiamate all’inizio, potremmo dire a noi stessi: «Ricordati di lavargli i denti», meglio se con una certa frequenza, per esempio una volta al giorno, magari la sera. Ci sono prodotti specifici: dentifrici e spazzolini ideati per le esigenze dei nostri amici. In realtà si tratta di paste a base di enzimi molto diverse dai nostri dentifrici ma l’utilizzo è il medesimo. Anche una soluzione di acqua e bicarbonato è utile, da passare sulle gengive utilizzando una pezzuola. Il problema è che se il cane non è abituato a questa pratica non sarà facile convincerlo che è utile e importante. Conviene iniziare quando è cucciolo, come per qualsiasi altra manipolazione invasiva.

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