I dinosauri non sono mai scomparsi.

La maggior parte di quello che pensiamo sui dinosauri… non è vero. Non erano antenati dei coccodrilli o dei draghi di Komodo, per esempio, e non tutti erano enormi o poco intelligenti. Ma, soprattutto, i dinosauri non sono scomparsi. Secondo molti ricercatori, sono rimasti nei nostri cieli, sotto forma di uccelli. Le prove? Alcuni piccoli dinosauri bipedi predatori avrebbero evoluto le penne per riscaldarsi, o per aiutarsi nella corsa. Le loro zampe anteriori, infine, avevano una struttura molto simile a quella delle ali degli uccelli.

Feroci carnivori e possenti erbivori
I dinosauri si svilupparono in una lunghissima linea evolutiva, che durò oltre 120 milioni di anni (differenziandosi in quasi mille generi). I paleontologi li dividono in due grandi gruppi, in base alla struttura del bacino: i Saurischi e gli Ornitischi. I primi erano predatori ed erbivori, i secondi solo erbivori. Alcuni Saurischi carnivori divennero col tempo sempre più grandi e aggressivi (come il famoso Tyrannosaurus rex), altri piccoli, agili e feroci. Alcuni erbivori si specializzarono nel trovare cibo in paludi, praterie o nelle foreste, si ingrandirono sempre più e svilupparono creste e spine di protezione.

Le gigantesche dimensioni e le difese di questi animali li proteggevano dai carnivori, che utilizzavano però tecniche differenti per assalire le prede più vecchie e deboli. Di queste tecniche ci sono fossili, che ci hanno permesso di ricostruire l’assalto di un Velociraptor a un Protoceratops.

Sangue bollente
Ma quali sono gli indizi che conducono da questi dinosauri agli uccelli? Molti ricercatori pensano che alcuni predatori (tra cui proprio il Velociraptor) abbiano evoluto un metabolismo ad alta efficienza, che permetteva di fare sforzi prolungati nell’inseguimento delle prede. Lo deducono dalla struttura del cuore fossile di un tirannosauro, da quelle delle ossa e dal loro comportamento rimasto fossilizzato. Un ricercatore si spinse persino ad affermare che molti dinosauri avessero il sangue a temperatura costante, come quello dei mammiferi o, appunto, degli uccelli. Proprio tra questi predatori sono stati rintracciati i probabili antenati degli uccelli. Molti di essi, anche piuttosto antichi (e persino un dinosauro scoperto in Italia, il saltriosauro, un carnivoro di quasi otto metri trovato in Lombardia) avevano un piccolo osso tra le clavicole che assomiglia moltissimo alla furcula, o forcella, degli uccelli, indispensabile per il volo. In Italia è stato trovato un altro dei dinosauri con la forcella: è Ciro, un cucciolo di Sciopionyx samniticus. Insieme alle ossa, si sono fossilizzati anche alcuni organi interni, come la trachea, gli intestini e forse il fegato. Il piccolo dinosauro potrebbe riservare molte altre sorprese.

Verso i volatili
La strada dai dinosauri agli uccelli passa quindi da queste specie; esse appartengono al gruppo chiamato Maniraptoria, da cui si sono evolute specie sempre più piccole e dotate di penne per la protezione del corpo, o per tenersi al caldo. Queste specie, con l’andare del tempo, hanno utilizzato le penne anche per il volo, e hanno perduto tutte le strutture che potevano essere troppo pesanti, come i denti o la lunga coda.

Cervello da rettile
Anche altri particolari dello scheletro di questi dinosauri, per esempio le strutture del polso e delle zampe, sono molto simili a quelle degli uccelli di oggi. Il fossile più famoso che dimostra la derivazione degli uccelli dai dinosauri è l’Archaeopteryx, scoperto in Germania nel 1856; ma anche altri fossili, trovati in Cina in questi ultimi anni, sono esemplari perfetti di dinosauri con le penne. Alcuni dinosauri predatori, sempre appartenenti alla linea che condusse agli uccelli, raggiunsero uno sviluppo cerebrale molto superiore a quello delle specie loro contemporanee. Secondo alcuni ricercatori, se non si fossero estinti alcuni dinosauri si sarebbero evoluti fino a diventare esseri dotati di intelligenza superiore, non diversa da quella dell’uomo.

Il colpevole? Ancora ignoto

Dopo quasi 150 milioni di anni di completo dominio degli ecosistemi della terraferma, i dinosauri si estinsero circa 65 milioni di anni fa. Le ipotesi sull’estinzione sono moltissime, e vanno da epidemie che hanno spazzato via l’intero gruppo a fenomeni catastrofici come meteoriti o eruzioni vulcaniche. Una di queste cause, o forse molte contemporaneamente, pose fine al regno dei dinosauri.

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