Con l’aumento della CO2, parassiti più voraci.

Il maggiore contenuto di carboidrati delle foglie, legato a una fotosintesi più efficiente, consente ai parassiti di vivere più a lungo e riprodursi maggiormente. Al crescere dei livelli di biossido di carbonio in atmosfera, le difese dei vegetali – o quantomeno della soia – dai parassiti diminuiscono.

È quanto risulta da una ricerca condotta da biologi dell’Università dell’Illinois a Urban-Champaign, che ne riferiscono sull’ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Gli elevati livelli di CO2 sembra infatti che finiscano per interferire con una componente chiave dei meccanismi di difesa della pianta dai parassiti che si nutrono delle sue foglie. “Attualmente la CO2 in atmosfera è pari a circa 380 parti per milione. All’inizio della Rivoluzione industriale era a 280 parti per milione, ed era su quei livelli da almeno 600.000 anni, forse da un milione”, ha detto Evan DeLucia, che ha partecipato alla ricerca.

Si prevede peraltro che i livelli di CO2 in atmosfera possano toccare le 550 parti per milione entro il 2050. Nello studio diretto da May Berenbaum, campi di piante di soia sono stati esposti a diversi livelli di concentrazione di CO2 e ozono. È noto che l’aumento di biossido di carbonio accelera la velocità di fotosintesi, facendo aumenta nelle foglie la proporzione di carboidrati rispetto alle sostanze azotate.

I ricercatori intendevano scoprire se l’alterato rapporto carbonio/azoto influisse sull’aggressività dei parassiti che si nutrono delle piante, dato che in quelle condizioni le foglie avrebbero fornito, per unità, un apporto minore delle sostanze azotate di cui essi hanno bisogno. Dallo studio è risultato che le cose stanno effettivamente così e che le foglie venivano aggredite con maggiore veemenza da diversi parassiti, e in particolare dai bruchi di coleotteri, come la Popillia japonica e la Diabrotica virgifera. Il maggiore contenuto di carboidrati ha consentito inoltre un aumento della durata di vita degli adulti di tali parassiti, che si sono riprodotti in misura maggiore. I ricercatori, infine, hanno anche scoperto che gli elevati tassi di CO2 inibiscono la capacità della pianta di produrre acido jasmonico, uno stimolatore della crescita delle piante, che però interviene anche nella produzione di un inibitore delle proteasi che normalmente si accumula nelle foglie rendendone più difficile la digestione da parte dei parassiti.

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Un commento

  1. Siamo fregati… con tutto l’inquinamento che c’è, cosa ne sarà di noi?
    Non capisco perché i governi non prendono provvedimenti, è vero che ormai vale solo in vile denaro.
    Che terra lasceremo ai nostri figli………..

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