I cani non parlano, ma si fanno capire…

Il linguaggio canino è complesso e solo in parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Distinguere i diversi tipi di abbaio è molto utile per capire il nostro cane.

Se pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi.

Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma non è tutto qui, anzi. Infatti, i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. A tutto questo si aggiungono sguardi, altri suoni diversi dall’abbaio e una vasta combinazione di tutto quanto elencato finora! Insomma, anche se non parlano come noi… ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali.

Almeno dieci significati diversi. Tutti conoscono l’abbaio, il suono più udibile del cane. Curiosamente, però, non molti sono capaci di decifrare con una certa precisione il significato di questo suono. Perché anche se a noi sembra sostanzialmente una raffica di “woof!” più o meno acuti o di tono basso a seconda dei casi, in realtà l’abbaio ha parecchie sfumature e differenti significati, che è importante imparare a riconoscere e capire.

Secondo la maggior parte degli esperti, infatti, ci sono circa una decina di abbai diversi, ciascuno contenente messaggi altrettanto differenziati. C’è l’abbaio “d’allarme”, una raffica furiosa di “woof”; c’è quello di “saluto”, un “woof” singolo o doppio; o quello di “invito al gioco”, in genere singolo e piuttosto acuto che inizia quasi come un ringhio: “rrwouf”. C’è quello di “minaccia”, lieve e di gola “Grrowf”. E così via. Poi, non scordiamoci dell’ululato, di solito un richiamo, che pur essendo identificato con il lupo appartiene anche al repertorio di comunicazione del cane domestico. Del resto, il nostro amico peloso è una sottospecie del lupo selvaggio.

Ululano! Non è frequente ma capita che il cane ululi esattamente come un lupo, gettando indietro la testa : ci sta chiamando o risponde a suoni particolari, per esempio le sirene.

Abbaio a parte, i cani emettono anche diversi altri suoni: il ringhio è forse il più noto tra questi, non fosse altro per il fatto che spesso ci spaventa, il che è esattamente il suo scopo principale ma non il solo; infatti, ci sono svariate tipologie di ringhio. Poi ci sono i cosiddetti “vocalizzi”, cioè suoni diversi dall’abbaio e dal ringhio ma non meno importanti, in certi casi. Pensiamo per esempio al guaìto, che è un vero e proprio lamento causato dal dolore o da una forte emozione, come la paura. Non dimentichiamoci la “mimica facciale” anch’essa associata al un suono rende il significato netto rispetto ad altri.

A volte, però, i cani emettono un suono che sembra un guaìto ed è invece una richiesta di attenzione… in stile cucciolo. Poi ci sono i “sospiri”, particolari emissioni sonore che possono avere significati diversi a seconda dei casi. E poi ci sono tanti messaggi silenziosi fatti di espressioni e sguardi che arrivano dritti al cuore.

Tags
Leggi

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close