Freddie Mercury, Delilah Oscar e tutti gli amati gatti della sua vita.

Si divertiva a viziarli e riempirli di attenzioni , tanto che ad ogni Natale, faceva trovare a ognuno dei suoi mici una calza personale, piena di leccornie e "cose da gatti" acquistate in giro per il mondo.

Quando “Innuendo” uscì, il 4 febbraio del 1991, fu immediatamente un trionfo assoluto di pubblico e critica. Fu il quattordicesimo album in studio dei Queen, nonchè l’ultima opera della band al completo. Il leggendario frontman Freddie Mercury si sarebbe spento infatti il 24 novembre dello stesso anno, a distanza di 24h  dal comunicato stampa che informava ufficialmente il mondo della terribile malattia che lo stava uccidendo, l’Aids. “Innuendo” oltre a essere un vero capolavoro musicale,rappresenta quindi in un certo senso il testamento artistico di Freddie Mercury e della band.

In mezzo a brani indimenticabili e maestosi come la track list Innuendo (considerata la Bohemian Rhapsody degli anni 90)  o The Show Must Go On, o la struggente These Are The Days of Our Lives, colpisce un brano leggero e divertente “Delilah”. Freddie canta:

“Delilah Delilah Oh my oh my oh my you’re irresistible You make me smile when I’m just about to cry You bring me hope you make me laugh – and I like it”

Delilah, Delilah, oh amore mio, oh mia, oh mia, sei irresistibile. Mi fai sorridere quando sto per piangere Mi dai speranza, mi fai ridere e questo mi piace.

Una vera e propria dichiarazione d’amore, ma non per l’amica di sempre ed ex storica fidanzata Mary Austen, o per Jim Hutton, il suo ultimo compagno e amante ufficiale. Ma per Delilah, la sua adorata gatta. Proprio i gatti furono la sua inseparabile compagnia, negli ultimi mesi di vita, quando oramai viveva segregato nella tenuta londinese di Logan Place. Erano le uniche creature capaci di distrarlo e di strappargli un sorriso,  nel periodo più sofferente e terribile della sua vita.

Forse proprio per questo volle inserire nell’album testamento della sua carriera un  inno d ‘amore (e forse gratitudine) alla sua  micia prediletta. Freddie nel brano “Delilah”,  rappresenta con la sua impareggiabile verve, l’affetto che ogni padrone innamorato prova per il suo piccolo compagno di vita. Una celebrazione in cui si rispecchia ogni “gattaro”del mondo.

Meeow meeow meeow Delilah I love you Delilah Oh you make me so very happy You give me kisses and I go out of my mind ooh Meeow meeow meeow You’re irresistible – I love you Delilah Delilah I love you Hah hah You make me very happy Oh yeah – I love your kisses I love your kisses I love your kisses.

Miao, miao, miao Delilah, ti amo Oh, mi fai felice, mi baci e io vado furi di testa, ooh Miao, miao, miao, miao Sei irresistibile – ti amo Delilah Delilah – ti amo Oooh, adoro i tuoi baci Oooh, adoro i tuoi baci.

L’amore incondizionato di Freddie verso i suoi amici felini era ben noto a chiunque lo conoscesse. Lo stesso Brian May, chitarrista dei Queen, affermò che “Freddie era un grande amante degli animali e amava i suoi gatti più di ogni altra cosa”. Li considerava insomma proprio come figli tanto che quando  Mary Austen gli propose di avere un bambino insieme, si dice che Freddie declinò l’offerta rispondendo che avrebbe piuttosto preferito avere un altro gatto. E da bravo padre si curava sempre di loro, telefonando a casa  ogni giorno quando era in tour o in viaggio, facendoseli appositamente passare uno a uno per poterli salutare.

Si divertiva a viziarli e riempirli di attenzioni , tanto che ad ogni Natale, faceva trovare a ognuno dei suoi mici una calza personale, piena di leccornie e “cose da gatti” acquistate in giro per il mondo.

Dormivano tutti insieme nel grande lettone giallo di Freddie, seguendolo come un ombra quando tornava a casa. Li amava ovviamente tutti ma per Delilah aveva un debole,  questa bellissima gattona fu la regina indiscussa della casa. Vivevano tutti a Logan Place, ben nove mici che scorazzavano in ogni corridoio e stanza  della villa, o si solazzavano nel parco. Freddie era un collezionista d’arte, possedeva tra l’altro svariati mobili Chippendale. Eppure, sempre nella canzone “Delilah” non manca di scherzare sulla difficile convivenza tra arte e gatti, dicendo “E poi mi fai un po’ ammattire, quando fai pipì sui miei mobili Chippendale”. I suoi nove gatti erano per lo più trovatelli o regali di amici.

I primi ad arrivare furono Tom e Jerry, adottati quando divideva con Mary la loro prima casa. Poco dopo si aggiunse Oscar, un enorme gattone fulvo dall’indole incredibilmente timida. Mary gli regalò quindi la prima femmina della banda, Tiffany, una bellissima gatta dal pelo lungo.

Proprio questo quartetto a 4 zampe figura tra gli spassosi ringraziamenti del primo e unico album solista di Freddie, “Mr Bud Guy” nel 1985.

Nei credits infatti dedica il tutto a “il mio gatto Jerry, e anche a Tom, Oscar, Tiffany e a tutti quelli che amano i gatti nell\’universo…. e che gli altri vadano a farsi fottere. Chiaro e conciso insomma. Ed ecco arrivare la pupilla del gruppo, un meraviglioso soriano che ribatezzò Delilah, a cui seguirono Goliath e Sansone. Quest’ultimo a dispetto dell’altisonante nome, rimase sempre piccolo di dimensione, ma dall’ indole affettuosissima. Direttamente dal Giappone invece, arrivò il soriano Tiko, a seguito di un viaggio. Fu quindi il momento di Romeo, altro soriano. Ultima,ma non meno importante, giunse Lily, una bella micia candida con delle macchie nere sul capo che ricordavano i petali di un giglio.

Freddie fece commissionare alla pittrice Ann Ortman un ritratto per ognuno di loro, quello di Oscar fu donato successivamente a un’asta dei Queen e venduto a un fortunato fan. L’ultimo,commuovente tributo, che fece ai suoi adorati amici, è però nel video di “These Are The Days of Our Lives”. In occasione del suo video finale scelse infatti di indossare un gilet di seta con raffigurati tutti i suoi adorati gatti. Fu l’ultima sua apparizione ufficiale in video, emaciato e sofferente nel fisico, ma con intatti il carisma e la voce che lo hanno reso una leggenda.

La sua tribù felina venne menzionata perfino nel suo stesso testamento

non in quanto eredi materiali ma affinchè fossero tutelati come membri della famiglia da chi se ne fosse preso cura dopo di lui. I suoi mici continuarono infatti a vivere fino alla fine dei loro giorni nella tenuta del cantante di Logan Place, curati amorevolmente da Mary Austen. Un lato meno conosciuto di Freddie, quello più tenero di devoto e amorevole capo di una banda felina. Un lato che se possibile ce lo fà amare ancora di più come uomo, dietro l’icona leggendaria.

Da fan, non possiamo che rimpiangere amaramente che non possedesse anche lui sette vite, come l’antico mito attribuisce ai gatti. Ci piace concludere quest articolo, nella speranza che vi sia piaciuto, con una piccola citazione. Quanto mai appropriata visto il tema…

“La musica e i gatti sono un ottimo rifugio dalle miserie della vita”.

(Albery Schweitzer)
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